Reiki, Scienza e Medicina

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STUDI SCIENTIFICI SUL REIKI

Diversi studi scientifici sono stati condotti per analizzare l’azione del Reiki nell’ambito propriamente medico.

Ad esempio, ne sono stati studiati gli effetti sulla stanchezza collegata al cancro, sulle neuropatie diabetiche, sulle forme lievi di Alzheimer, sul sistema nervoso autonomo e sulla sintomatologia della chemioterapia.

In particolare, ha dimostrato di migliorare ansia e paura, depressione, solitudine, nausea e vomito, dolori e disturbi del sonno e di stimolare appetito ed umore più calmo e positivo.

Questi benefici sono importanti anche durante le fasi pre e post-operatoria e durante i trattamenti invasivi, come chemio e radioterapie.

Oggi diversi ospedali italiani e molti altri nel mondo lo stanno già utilizzando come approccio complementare alle cure mediche ed alcuni lo stanno proponendo anche per alleviare lo stress psico-fisico degli Operatori Sanitari.


IL REIKI AL FIANCO DELLA MEDICINA

Il Reiki non sostituisce le cure mediche, ma piuttosto le affianca in modo estremamente utile.

Aumenta la risposta del paziente alle terapie e diminuisce gli effetti collaterali, talora pesanti, da esse prodotti.


DIFFERENZA TRA CURA E GUARIGIONE

A proposito del rapporto tra Reiki e Medicina, è utile distinguere tra i concetti di cura e guarigione.

La cura è un intervento medico applicato dall’esterno che rimuove le evidenze diagnosticabili di una malattia ed il cui effetto risulta misurabile in termini scientifici.

La guarigione è, piuttosto, un processo interno e soggettivo di recupero, che ha luogo a livello fisico, emozionale, mentale e spirituale e che produce nella persona la sensazione di essere integra e completa, in equilibrio ed armonia con se stessa e con il mondo esterno.

Le due cose possono accadere in modo del tutto separato: una persona può sentirsi guarita persino se viene meno la possibilità di cure mediche e, viceversa, una persona completamente curata può sentire di dover ancora guarire.


REIKI E SCIENZA

Studi scientifici condotti negli USA ed in Giappone hanno dimostrato che durante i trattamenti di Reiki il Praticante emette dalle mani un campo biomagnetico misurabile.

Le frequenze sono comprese tra 0,3 e 30 Hz e sono state misurate contemporaneamente a livello cerebrale. Ciò evidenzia che, sul piano fisico, le onde si generano nel cervello del Praticante e poi scorrono lungo i nervi fino alle sue mani, da cui vengono assorbite dalla persona che riceve il Reiki.

In tale spettro ondulatorio, l’intensità maggiore è presente a 7-8 Hz, che corrispondono al cosiddetto stato “alpha”, ripetutamente documentato anche nel rilassamento profondo e nella meditazione.

Le ricerche hanno evidenziato che nello spettro di frequenze 0,3-30 Hz la capacità di autoguarigione e di rigenerazione di cellule e tessuti è significativamente amplificata e che si registrano fenomeni di riduzione o scomparsa del dolore.